Una domenica all'ikea

Domenica ho avuto la splendida idea di andare all'Ikea a prendere le ultime cose. Non mi è passato minimamente per la testa, che se una tua cara amica ti dice che deve dormire e non ti accompagna, forse un motivo c'è. Mi avvicino sempre più al parcheggio e numerosi omini vestiti di arancione fosforescente che sventolano delle palette rosse mi mettono di fronte alla dura realtà: non potevo fare scelta più sbagliata. Mi ritrovo a parcheggiare la macchina nel posto più infimo che si possa immaginare: all'ultimo piano del parcheggio rialzato; devo solo sperare non si metta a piovere.
Prendo un respiro profondo e entro in quell'inferno, decisa ad andare dritta per la mia strada e prendere solo quello che mi serve: un mobile per l'ingresso, un divano letto e il palo per l'armadio. Non avendo un metro a disposizione, mi sono dovuta ingegnare e due fili di cotone con dei nodini nei punti giusti mi aiuteranno nella mie scelte. Dopo 2 metri mi rendo conto che sono l'unica che si trova lì per prendere effettivamente qualcosa, gli altri sono tutti in passeggiata, e se la prendono se vengono sorpassati. Dalla mia ho che, avendo fatto tanti traslochi, conosco piuttosto bene i percorsi, quindi riuscirò a tagliare molti settori inutili. Ma ahimè...tutto e cambiato, quindi sono costretta a seguire la serpentina di persone. Avanzo a testa, per non cadere in tentazione. Passo indenne il reparto della cucina, non ho neanche una borsa gialla a tracolla, e vorrei tanto avere vicino a me qualcuno che mi da una pacchetta sulla spalla e mi dice di continuare così che sto andando bene. Arrivo agli armadi, mi avvicino ad un addetto chiedo quello che mi serve e al suo "quanto largo è l'armadio?", estraggo uno dei miei fili di cotone e dico "guardi...la misura in cm non la so, però è così". La faccia dell'omino giallo-blu era un misto tra "oh mio dio" e "geniale". Mi da quello che mi serve e procedo a passo spedito, voglio concludere tutto in 1 ora al massimo, ce la posso fare, scelgo velocemente mobile per l'ingresso e divano letto, e vado al "mercato", con la convinzione di tirare dritto fino al self service. Buahahah. Illusa, prima c'è la cucina, le candele e le cornici. Prendo una borsa gialla e inizio a riempirla con cose che mi sono sempre servite ma prima di vederle là non lo sapevo. Arrivo alla zona self service e pare proprio che lì sia già arrivato il Natale. Resisto, ormai la mia borsa gialla è piena e non ci starebbe più niente. Mi avvio verso il mio divano letto, con il mio carrellino. Lo trovo. Mi blocco. E' enorme. Provo a cingere lo scatolone con le braccia, niente da fare. Sono costretta a lasciarlo là. Delusi, io e il mio carrello vuoto, ci dirigiamo verso il mio mobile dell'ingresso, scaffale vuoto. Non ci credo. Chiedo a qualcuno..magari ho sbagliato. No, sembra proprio il posto giusto. Opto per l'opzione numero 2, non posso essere venuta fin qua e prendere solo 1 delle 3 cose che veramente mi servivano. Con un gioco di leve adagio un lunghissimo scatolone sopra al carrello e vado spedita in cassa. Mentre sono in coda mi rendo conto che forse la parte più difficile non era tanto montare lo scatolone sopra al carrello, ma farlo entrare in macchina..massì..troverò qualche buon samaritano. Le patatine della bottega svedese mi fanno prolungare la mia piccola gita fuori porta, ma sono convinta che mi diano la forza necessaria per trovare la mia macchina. Mi avvio verso dove dovrebbe essere il mio parcheggio, decido che seguire una serpentina di persone non è un'idea sbagliata, e infatti mi portano al parcheggio multipiano. In ascensore cerco di capire chi potrebbe darmi una mano, ma ovviamente, una volta arrivati al piano 4, restiamo solo io e una simpatica vecchina che non perde l'occasione per dirmi "grande quello scatolone eh?!", "ma no signora..dice?!Non ci avevo proprio fatto caso". Finalmente trovo la mia macchina e realizzo che dentro ci sono ancora due mensole che mi ero dimenticata di portare a casa..ottimo..sarà tutto molto più divertente. Faccio leva sul grosso pacco e in qualche modo entra in macchina. Ho vinto! Beh si..devo ancora portarlo a casa ma ormai il più è fatto..sono uscita indenne (più o meno) dall'Ikea!


PS: come ho fatto a portare fino a casa quell'enorme pacco? Ho trovato una buona samaritana con degli avambracci non indifferenti

Commenti

  1. Grande Vale, hai tutta la mia stima! Purtropp non ho avuto la tua stessa determinazione e domenica mattina dopo 10 minuti passati a girare il parcheggio ho invertito la rotta e sono tornato a casa pensando: ma guarda quanti fessi...tornerò lunedi quando questi barbari, finita la razzia, se ne saranno andati e potrò fare surf tra le corsie vuote =)

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