Ci sono alcuni traguardi che sembrano irraggiungibili, che anche solo a pensarci dici "eh..io non ci riuscirò mai", traguardi che ti fanno venire la pelle d'oca, traguardi che sembrano sempre troppo distanti.
Ognuno di noi, nella propria vita, spera di raggiungerli.
Ricordo che quando ero piccola il traguardo più grande era ricevere da Babbo Natale quello che avevi chiesto, ti impegnavi tutto l'anno per raggiungerlo, ti sembrava sempre così facile mancare l'obiettivo, lui era ovunque ed era troppo semplice commettere passi falsi. Ma quando arrivava il 24 dicembre, e quell'omone vestito di rosso bussava alla porta, allora in quel istante ti rendevi conto che era arrivato il momento della verità. Scartavi il tuo pacco più velocemente che potevi, non facevi neanche caso al fatto che la carta da regalo era uguale a quella che fino al giorno prima era sopra al tavolo della cucina, tu dovevi scoprire se avevi raggiunto il tuo traguardo. Ora, parliamoci chiaro, a meno che uno non chiedesse la luna o il pisolone, era veramente difficile non raggiungerlo, ma all'epoca non potevi saperlo. Ed era bello aprire la scatola e realizzare che ce l'avevi fatta.
Quando sono cresciuta un po, un altro importante traguardo era andare in bicicletta con un amichetta nel quartiere affianco, che allora mi sembrava uno dei posti più lontani che si potesse raggiungere con un mezzo a due ruote. Era un passo importante, significava che i tuoi avevano fiducia in te, o forse anche solo nella tua amichetta, ma poco importava. Poi è arrivato il momento delle chiavi di casa, per la promozione della quinta elementare. Quello è stato forse IL traguardo per eccellenza, eri grande. Potevi entrare a casa senza dover suonare il campanello. E' curioso, ho desiderato così tanto quelle chiavi, e ora... se posso non tirarle fuori dalla borsa sono la ragazza più felice del mondo. Comunque, in quel momento mi sembravano le chiavi più belle del mondo, le chiavi del potere, neanche quelle del castello di Cenerentola erano così splendenti, una chiave di colore diverso dall'altra, cosa potevo desiderare di più?
Andare in ascensore da sola..ecco cosa desideravo di più di quelle chiavi. Capite bene che abitando al 4 piano, quel "vietato ai minori di 12 anni", mi stava parecchio stretto. E nonostante, spesso e volentieri, ignorassi quell'avvertimento, il giorno in cui io e mia sorella abbiamo potuto prendere l'ascensore alla luce del sole è stato memorabile. Ormai il condominio era nostro, potevamo portare con noi anche Luca, che avrebbe dovuto aspettare ancora un paio d'anni.
Da lì in poi è stato un susseguirsi di piccoli e grandi traguardi raggiunti, il primo bel voto alle superiori, la carta d'identità, la patente, la maturità, la laurea (che credo sia stato un grosso traguardo anche per i miei).
Ci sono alcuni traguardi a cui sei arrivato talmente tanto vicino da sentirne il profumo, da sentire già la pelle d'oca, sfumati per un soffio, come la finale nazionale juniores persa per un punto all'ultimo inning. Sono quei traguardi che rimpiangerai per tutta la vita, ma che in fin dei conto è stato bello anche solo arrivarci così vicino.
E ci sono alcuni traguardi per cui fatichi talmente tanto che poi quando li raggiungi non ti sembra neanche vero, e solo al pensiero, anche ora a distanza di anni, un brivido ti sale la schiena. Sono quei traguardi a detta di tanti impossibili, quelli in cui nessuno ci crede, quelli in cui ti dicono "tanto non ce la farete", la promozione in serie A2. Sono qui traguardi in cui non devi combattere da sola, sono quelli che devi condividere, i più belli.
E poi, ci sono i traguardi che non avevi messo in preventivo, per cui di fatto tu non hai dovuto fare niente, diventi zia, una, due, tre volte. Non hai dovuto spendere nemmeno una goccia di sudore, non ti sei dovuto impegnare, non hai faticato, sono capitati, ma comunque, quando li vedi per la prima volta, hai l'impressione di averli perseguiti per tutta la vita.
Oggi i miei nonni hanno raggiunto un traguardo importante, uno di quelli a cui tutti sperano di arrivare, ma che solo in pochi raggiungono: le nozze di diamante. Da ignorante in materia ho dovuto chiedere quanti anni fossero, anche perché i 50 anni di matrimonio mi sembrava di averli festeggiati giusto ieri, 60. Sono tanti. Una vita.
60 anni di matrimonio vuol dire che se i miei nonni fossero nati il giorno in cui si sono sposati, avrebbero comunque l'età per essere nonni, vuol dire che conosci l'altro meglio di te stesso, vuol dire che hai vissuto con lui più di quanto tu abbia vissuto con i tuoi genitori.
Vuol dire che hai visto emergere i Beatles assieme all'altro, che sei stato un Hippie con lui, che hai visto la tv a colori con l'altro la prima volta, vuol dire che hai condiviso tutto.
Quello si che sarebbe un bel traguardo da raggiungere!
Ognuno di noi, nella propria vita, spera di raggiungerli.
Ricordo che quando ero piccola il traguardo più grande era ricevere da Babbo Natale quello che avevi chiesto, ti impegnavi tutto l'anno per raggiungerlo, ti sembrava sempre così facile mancare l'obiettivo, lui era ovunque ed era troppo semplice commettere passi falsi. Ma quando arrivava il 24 dicembre, e quell'omone vestito di rosso bussava alla porta, allora in quel istante ti rendevi conto che era arrivato il momento della verità. Scartavi il tuo pacco più velocemente che potevi, non facevi neanche caso al fatto che la carta da regalo era uguale a quella che fino al giorno prima era sopra al tavolo della cucina, tu dovevi scoprire se avevi raggiunto il tuo traguardo. Ora, parliamoci chiaro, a meno che uno non chiedesse la luna o il pisolone, era veramente difficile non raggiungerlo, ma all'epoca non potevi saperlo. Ed era bello aprire la scatola e realizzare che ce l'avevi fatta.
Quando sono cresciuta un po, un altro importante traguardo era andare in bicicletta con un amichetta nel quartiere affianco, che allora mi sembrava uno dei posti più lontani che si potesse raggiungere con un mezzo a due ruote. Era un passo importante, significava che i tuoi avevano fiducia in te, o forse anche solo nella tua amichetta, ma poco importava. Poi è arrivato il momento delle chiavi di casa, per la promozione della quinta elementare. Quello è stato forse IL traguardo per eccellenza, eri grande. Potevi entrare a casa senza dover suonare il campanello. E' curioso, ho desiderato così tanto quelle chiavi, e ora... se posso non tirarle fuori dalla borsa sono la ragazza più felice del mondo. Comunque, in quel momento mi sembravano le chiavi più belle del mondo, le chiavi del potere, neanche quelle del castello di Cenerentola erano così splendenti, una chiave di colore diverso dall'altra, cosa potevo desiderare di più?
Andare in ascensore da sola..ecco cosa desideravo di più di quelle chiavi. Capite bene che abitando al 4 piano, quel "vietato ai minori di 12 anni", mi stava parecchio stretto. E nonostante, spesso e volentieri, ignorassi quell'avvertimento, il giorno in cui io e mia sorella abbiamo potuto prendere l'ascensore alla luce del sole è stato memorabile. Ormai il condominio era nostro, potevamo portare con noi anche Luca, che avrebbe dovuto aspettare ancora un paio d'anni.
Da lì in poi è stato un susseguirsi di piccoli e grandi traguardi raggiunti, il primo bel voto alle superiori, la carta d'identità, la patente, la maturità, la laurea (che credo sia stato un grosso traguardo anche per i miei).
Ci sono alcuni traguardi a cui sei arrivato talmente tanto vicino da sentirne il profumo, da sentire già la pelle d'oca, sfumati per un soffio, come la finale nazionale juniores persa per un punto all'ultimo inning. Sono quei traguardi che rimpiangerai per tutta la vita, ma che in fin dei conto è stato bello anche solo arrivarci così vicino.
E ci sono alcuni traguardi per cui fatichi talmente tanto che poi quando li raggiungi non ti sembra neanche vero, e solo al pensiero, anche ora a distanza di anni, un brivido ti sale la schiena. Sono quei traguardi a detta di tanti impossibili, quelli in cui nessuno ci crede, quelli in cui ti dicono "tanto non ce la farete", la promozione in serie A2. Sono qui traguardi in cui non devi combattere da sola, sono quelli che devi condividere, i più belli.
E poi, ci sono i traguardi che non avevi messo in preventivo, per cui di fatto tu non hai dovuto fare niente, diventi zia, una, due, tre volte. Non hai dovuto spendere nemmeno una goccia di sudore, non ti sei dovuto impegnare, non hai faticato, sono capitati, ma comunque, quando li vedi per la prima volta, hai l'impressione di averli perseguiti per tutta la vita.
Oggi i miei nonni hanno raggiunto un traguardo importante, uno di quelli a cui tutti sperano di arrivare, ma che solo in pochi raggiungono: le nozze di diamante. Da ignorante in materia ho dovuto chiedere quanti anni fossero, anche perché i 50 anni di matrimonio mi sembrava di averli festeggiati giusto ieri, 60. Sono tanti. Una vita.
60 anni di matrimonio vuol dire che se i miei nonni fossero nati il giorno in cui si sono sposati, avrebbero comunque l'età per essere nonni, vuol dire che conosci l'altro meglio di te stesso, vuol dire che hai vissuto con lui più di quanto tu abbia vissuto con i tuoi genitori.
Vuol dire che hai visto emergere i Beatles assieme all'altro, che sei stato un Hippie con lui, che hai visto la tv a colori con l'altro la prima volta, vuol dire che hai condiviso tutto.
Quello si che sarebbe un bel traguardo da raggiungere!

Ciao Vally, per prima cosa auguri ai tuoi nonni (mia mamma ci ha già pensato a farli anche da parte mia), questo post mi ha fatto venire in mente tanti ricordi stupendi d'infanzia...
RispondiEliminaLe vostre chiavi di casa le ricordo ancora oggi perchè ve le invidiavo tantissimo, ogni chiave il suo colore!!! Ti ricordi invece quando di nascosto salivamo in ascensore fermandosi al terzo piano per non farci vedere? E quando premevano il tasto alt tra il secondo e il terzo piano per leggere le scritte che qualcuno aveva fatto sul muro??? Quanti bei ricordi... Si potesse tornare indietro per riviverli più lentamente sarebbe fantastico!!